Elzeviri
Nei giornali italiani del Novecento è così che chiamavano l’articolo di terza pagina, quello in alto a sinistra. Le due colonnine ospitavano firme illustri di scrittori e, più avanti nel tempo, di affermati giornalisti.
Tra i generi che poteva vantare, l’elzeviro si specializzò ben presto nella narrazione di viaggio: gli articoli che ne sortivano non erano banali resoconti pratici, ma impressioni all’orlo del lirismo, ritratti di luoghi e persone definiti da una penna che sembrava quasi un pennello, tanto erano vividi. L’elzeviro era diventato un modo di raccontare il viaggio senza fretta, con una attenzione finissima alla scrittura e allo sguardo. È da qui che parte l’Elzeviro Viaggiatore.
Uno spazio dove la fotografia e il testo si rincorrono e collaborano con un unico, medesimo fine: cercare di restituire a pieno l’esperienza del viaggio. Per essere, come qualcuno ha detto in passato, “gli occhi, gli orecchi, il naso dell’altro che è rimasto a casa”.

Along the River Nile - Egitto
Galleria - Piana di Giza, Aswan, Saqqara, Kom Ombo, Luxor.

Kamisaraki - Perù
«Tutti i paesi poveri si assomigliano» mi aveva detto mio padre prima di partire. Non mi ci vuole molto per verificare tale affermazione.

Paka Pepe Paki Cae - Bangladesh
Adeguarsi all’Altro e all’Altrove è irritante all’inizio. Ma la missione ti costringe a farlo e a stravolgere tutto quello che ti aspettavi. Anche te stesso.

Vita nei boschi - Trentino
Nel 1845 un giovane Henry Thoreau saluta la società di cui deplora la pochezza morale e va a vivere in una capanna sulle rive del lago di Walden, Massachussetts.

Desiderio di cose leggere - Lago di Como
Ma giungerà una sera / a queste rive / l’anima liberata: / senza piegare i giunchi / senza muovere l’acqua o l’aria / salperà – con le case / dell’isola lontana, / per un’alta scogliera di stelle.

Travel the people
E allora, da mero esercizio tecnico, questo gioco è diventato una specie di conversazione fotografata.
